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Soave D.O.C. Brut Spumante


Zona di produzione
Soave Classico. Da vigneti su terreni compatti di origine basaltica situati nei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone.

Varietà delle uve
100% Garganega

Resa
Circa 120 quintali di uva per ettaro.
Ogni 100 chili di uva si producono circa 70 litri di vino.

Dati analitici
Alcool 12% Vol.
Acidità totale 7‰ circa

Vinificazione
Pigiatura e pressatura soffice delle uve.
Temperatura prima fermentazione (in acciaio inox): 14-16°C.
Rifermentato con metodo Charmat lungo (6-9 mesi).

Descrizione organolettica
Di veste paglierino tenue, ha spuma sottile e perlage fine e di bella persistenza. Il profumo è delicato, armonico, dai ricordi di mandorle fresche, fiori bianchi: acacia e biancospino, mele gialle, con un tocco di salvia e lieviti. Il palato è vellutato, molto fresco di acidità, calore alcolico contenuto, con vena sapido-minerale e finale di valida lunghezza, delicatamente mandorlato.

Servizio
4-6° C.

Abbinamenti gastronomici
Da giovanissimo, va servito molto fresco (4-6° C); dopo un moderato affinamento, si può servire sui 6-8°C, per meglio cogliere le più complesse sfumature nate col tempo. Nel primo caso è vino perfetto per aperitivi, accompagnati da tartine ai gamberetti e frutti di mare; nella seconda ipotesi si fa nettare da tutto pasto: cappesante gratinate, spaghetti in bianco alle vongole, sogliola alla mugnaia.

Longevità
Da cogliere in prima gioventù per apprezzarne tutta la fragranza aromatica, può anche maturare - trattandosi di uno Charmat lungo - per circa 3 anni.

Curiosità
I vini spumante oggi sono principalmente prodotti grazie al Metodo Martinotti-Charmat, ovvero con la spumantizzazione in recipienti ermetici denominati “autoclavi”. Il risultato derivante da questo metodo è quello di uno vino rifermentato, nel quale vengono esaltate le caratteristiche più varietali, fruttate e di freschezza del vitigno di partenza. Il metodo di spumantizzazione in autoclave fu approfondito in Italia da Federico Martinotti, direttore per l’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, che ideò negli anni '20 del secolo scorso il metodo di rifermentazione controllata in grandi recipienti. Chi seppe mettere a frutto le intuizioni di Martinotti fu l'ingegnere transalpino Charmat, che abbandonò le autoclavi in legno proposte dall'italiano, adottando quelle di acciaio.